Intervista all’Avv. Domenico Bianculli di Roma

Incontriamo l’Avvocato Domenico Bianculli di Roma per la presentazione del suo nuovo libro intitolato “La Cancellazione Dei Dati Personali Su Internet”, in vendita sia in formato eBook che in formato cartaceo presso i rispettivi market place online. L’Avv. Domenico Bianculli, esperto in materia di Protezione dei Dati (Diritto all’Oblio, Cancellazione Notizie da Google, Diritto alla Reputazione, GDPR General Data Protection Regulation) ci racconterà l’importanza della Privacy e della reputazione digitale all’epoca di Internet. L’Avvocato ci spiegherà le nuove normative sulla Privacy in un’era dove la Privacy stessa sembra venir sempre meno, a causa dell’esposizione mediatica dovuta ad Internet e in particolar modo ai social network. Inoltre affronteremo il tema sull’importanza del nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati personali (GDPR 2018) che, da maggio 2018, entrerà in vigore negli Stati Membri dell’Unione Europea.

Gentile Avv. Bianculli, ci può innanzitutto spiegare cosa  si intende con il concetto di “violazione della privacy sul web”?

La tecnologia, il web, i motori di ricerca e i social network rappresentano il presente e il futuro. Ormai chiunque, attraverso la semplice digitalizzazione di un nominativo sul motore di ricerca, può venire a conoscenza di una persona e del suo vissuto. Ciò rappresenta per la persona interessata una violazione della privacy. Chiunque ha diritto alla privacy, anche chi ha commesso un reato in passato, ha diritto di scomparire dal web e non di venire etichettato per sempre come una persona negativa. Ecco perché ho deciso di intraprendere del diritto all’oblio, la cui stessa denominazione lascia intendere la volontà dell’individuo di essere dimenticato dal web in merito alle sue vicende passate.

Nonostante la società miri ad una esposizione sempre più costante della propria vita privata, sembra che la giurisprudenza, sia a livello italiano che europeo, stia facendo grandi passi verso un concetto maggiore di privacy.

Assolutamente si. Già nel 2014 fu istituito il Gruppo di Lavoro dall’art. 29 in merito alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea per il caso Google Spain SL, Google Inc. c. Agencia Española de Protección de Datos, Mario Costeja González (causa C−131/12). Tale documento descrive le linee guida per l’esercizio del diritto all’oblio, che rappresenta un’importante evoluzione per la persona che ha il diritto di richiedere la de-indicizzazione, dai motori di ricerca, dei suoi dati personali. La giurisprudenza si è resa conto dell’impatto devastante che può avere il web nei confronti della persona e della sua reputazione e del suo onore. Ecco perché è stato stipulato il nuovo Regolamento Generale per la Protezione dei Dati Personali (GDPR) che entrerà in vigore il 25 maggio 2018. Inoltre anche a livello italiano si sta molto discutendo sul tema, attraverso nuove proposte di legge in merito sia all’importanza del diritto all’oblio e sia su un possibile rimedio per contrastare il fenomeno delle fake news, che rappresentano anche queste un danno alla reputazione altrui.

Lei ha scritto proprio un libro sul nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali dal titolo “La Cancellazione Dei Dati Personali Su Internet”. Vuole spiegarci meglio cos’è il Regolamento Generale della Protezione dei Dati, o meglio conosciuto a livello internazionale come GDPR, General Data Protection Regulation?

Il 25 maggio 2018 sarà direttamente applicabile a livello comunitario europeo il GDPR, che svolge un ruolo fondamentale in materia di protezione dei dati personali dell’utente, in quanto stabilisce quali sono gli obblighi per i titolari e i responsabili del trattamento dei dati. Rispetto al Working Party art. 29 prima citato, che rappresentava più che altro una guida sul diritto dell’interessato, il GDPR pone l’accento in particolar modo sul titolare del trattamento, tanto da identificarne il “principio dell’accountability” (o in italiano di “responsabilizzazione”) che è fondamentale per aziende, enti statali, PA, etc.. Bisogna prestare massima attenzione alle normative disposte dal seguente regolamento, in quanto sono previste ingenti sanzioni per i responsabili del trattamento.

Il GDPR (General Data Protection Regulation) è un regolamento comunitario a cui dovranno far capo tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea. Ritiene che questo possa essere un rischio o un vantaggio?

Ritengo sia molto importante che i cittadini europei siano tutelati a livello comunitario e soprattutto ritengo ancora più positivo il fatto che il regolamento dovrà essere preso in considerazione anche da tutte quelle società che hanno sede extra-europea, ma che elaborano e trattano i dati dei cittadini europei. E’ importantissimo che i diritti e i doveri vengono applicati a livello globale; si pensi ad esempio al diritto all’oblio: sarebbe impossibile pensare che un risultato venga rimosso solo dal “.it”, perché ciò significherebbe che tutti gli altri risultati continuerebbero a rimanere online. In tal senso, la persona verrebbe ancora lesa da un punto di vista di reputazione.

A proposito di “diritto all’oblio”, o come definito nell’art. 17 del GDPR “diritto alla cancellazione dei dati”, perché viene associato in un certo senso al diritto alla reputazione?

Il diritto all’oblio permette alla persona di poter tutelare la propria reputazione, la quale viene danneggiata quando i propri dati personali sono presenti sul web in merito ad una vicenda di cronaca passata. La notizia, trascorso un periodo utile, cessa di avere rilevanza per il pubblico. Tuttavia, i giornali non cancellando la notizia, fanno si che il contenuto rimanga indicizzato sui motori di ricerca e quindi visibile al pubblico. Ciò in termini di reputazione, ha un risultato assolutamente negativo per la persona interessata, in quanto vi è un’intromissione nella sfera privata, in grado di ledere l’onore e l’immagine, sia da un punto di vista personale, che anche e soprattutto lavorativo. In questo caso, è indispensabile l’assistenza di un avvocato esperto in materia, che possa anche dimostrare l’illecito trattamento dei dati personali della persona, con conseguente lesione del proprio diritto alla riservatezza e richiedere un risarcimento danni.